lunedì 29 maggio 2017

Rambaldo di Vaqueiras.

Siamo nell’anno 1000.  In quell’epoca si parlava:
1) Il latino per studiare.
2) Il provenzale per la poesia.
3) Il francese per prosa e conversazione.
Il provenzale, lo diffondevano i trovatori.
Si denominavano trovatori, perché trovavano le rime che musicavano col liuto.
I trovatori, provenivano da quella terra che si distende  ad arco sul Mediterraneo, fra Pirenei ed Alpi.
Castelli, giostre, tornei, gare di versi, giochi con dame e castellane.
I trovatori, giunsero anche in Italia.
Uno dei più originali fu Rambaldo di Vaqueiras
Arrivava in Italia fra il 1185 e il 1189,  portava  con sé liuto  e giga.
A Genova offriva   il suo amore a una bella mercantessa, con tanto di rime.
La mercantessa non gradiva e lo fece correre.
In Lunigiana Rambaldo,  si accapigliava con il marchese Alberto Malaspina. Conobbe in seguito tempi duri.
Trovò la sua fortuna alla corte del Monferrato, grazie al marchese Bonifacio che sguì lealmente in tutte le sue imprese, compresa la IV° Crociata.
Rambaldo combatté alle porte di Costantinopoli, in Macedonia  e in Epiro.
Dal Marchese Bonifacio, ricevette terre, rendite ed onori, nel reame di Salonnico.
Rambaldo  amava in segreto la sorella  del marchese Bonifacio, Beatrice.
Beatrice moriva nello stesso anno che vedeva la partenza di Rambaldo e del fratello per la Terra santa.
Rambaldo finì la sua vita ricco ma triste per la morte della sua amata Beatrice.
 

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