giovedì 24 marzo 2011

La spesa storica.

Pubblico volentieri sul Blog, uno scritto del collaboratore Savino Giacomo GUARINO, sulla Spesa Storica. Ritengo che sia  dovere del Blog che ho creato,  divulgare conoscenza su argomenti di interesse generale.
 PREMESSA.
Dal 2012 gli enti locali cominceranno ad abbandonare la spesa storica, così da approdare definitivamente ai fabbisogni standard nel 2017. A prevederlo è il decreto attuativo del federalismo approvato in via definitiva dal Consiglio Dei Ministri (www.ilsole24ore.com/art,/notizie/2010-11-19/ addio – spesa- storica enti).
Un cittadino comune non avvezzo a termini tecnici propri della contabilità pubblica è in grado di comprendere la valenza di questa notizia? Eppure questo articolo affronta un tema di grande interesse per tutti io cittadini. Quello che manca in Italia è la voglia di divulgare con parole semplici argomenti complessi ma di interesse generale. Tutto si può illustrare con semplicità basta volerlo. Purtroppo gli “esperti” in genere preferiscono sfoggiare il loro sapere, anziché far comprendere alla gente gli argomenti che trattano.
Pensa come un saggio parla come un comune cittadino.

COSA SI INTENDE PER SPESA STORICA?
Immaginiamo che l’assessore di un comune nel 2007 abbia speso 100 per il  suo Assessorato; nel 2008 quell’Assessore avrà diritto a ricevere 100. Nel 2009 lo stesso Assessore spendeva 140; nel 2010 dovrà ricevere 140.
Il meccanismo è semplice : Più spendi e più vieni premiato!
Questo bel meccanismo moltiplicato per tutte le autonomie locali italiane, produce una cifra notevole che inevitabilmente si ripercuote sul deficit pubblico in generale.
I nostri politici, sempre gli stessi, che monopolizzano tutte le trasmissioni televisive, evitano accuratamente di trattare questo tipo di argomenti; primo perché non li conoscono e secondariamente perché in alcuni casi è meglio non conoscere e non svegliare il can che dorme. Pare di assistere alla tecnica principe degli illusionisti:Deviare l’attenzione. Parliamo di argomenti che facciano rumore ma che non tocchino i tasti dolenti. Il famoso deficit pubblico, non nasce per caso, è frutto di precise scelte di politica economica; scelte che si ripercuotono pesantemente sulle fasce più deboli della popolazione; al limite si tagliano i servizi sociali e si aumentano le imposte indirette, basta non intaccare i privilegi della “casta”. Lasciamo pure che sussista il binomio: Retribuzioni e pensioni in lire a fronte di prezzi in euro; tanto ad essere colpiti saranno solo i comuni cittadini.
 I  RIMEDI PROPOSTI.
Si è pensato di eliminare il fenomeno della spesa storica ideando un percorso che a livello teorico dovrebbe funzionare; nella realtà nutro seri dubbi.
Mi pare di assistere alla solita riforma all’italiana, blanda e diluita nel tempo che finisce per lasciare tutto come era prima.
Dal 2012 gli enti locali inizieranno a non far ricorso alla spesa storica per arrivare al 2017 a c.d. fabbisogni standard.
Siamo già in presenza di un termine di 5 anni, siamo in Italia ed in 5 anni potrà succedere  di tutto e di più.
Una società – specializzata negli studi di settore – quantificherà la spesa efficiente e valida sull’intero territorio nazionale per ogni funzione  fondamentale di comuni,…Verrà predisposto un questionario da inviare a tutte le amm.ni locali. Una volta ricevute le risposte, la società aggiornerà la sua banca dati.
Non sono un esperto in materia tributaria, ma da quel poco che ho sentito da amici che hanno attività in proprio, gli studi di settore, hanno lasciato alquanto a desiderare.
I fabbisogni veri e propri arriveranno con un successivo decreto del Presidente del Consiglio che verrà sottoposto al parere di una Commissione bicamerale di attuazione. Chi segue la politica saprà che già in passato la Commissione bicamerale non ha mai ottenuto grandi risultati, parole, parole, parole,…
La loro introduzione sarà graduale e si procederà con aggiustamenti. Gradualità ed aggiustamenti: Chi ha orecchi per intendere intenda, diceva un grandissimo personaggio. Personalmente ritengo che la questione andrebbe ricondotta a un criterio molto più semplice: La competenza ed il buon senso di chi è chiamato ad amministrare (ovvero messo in lista dai partiti).
Si dovrebbe tornare a parlare della vecchia ma sempre valida diligenza del buon padre di famiglia. Nessuna legge e nessun decreto, potranno automaticamente creare: Competenza, onestà, valori cristiani in chi dovrà amministrare. A mio avviso è sempre e solo una  questione di uomini. Dovere dei partiti scegliere bene gli uomini. 
CERCARE UNA SOLUZIONE DI BUON SENSO.
Qualche comune, se non erro il comune di Genova, aveva adottato una soluzione che personalmente trovo geniale e che pertanto mi permetto di riportare.
Ogni Assessore riceverà per il proprio assessorato stanziamenti, proporzionati ai progetti presentati (e successivamente realizzati). Si predispongono tante schede di progetti.
Ogni scheda illustrerà il relativo progetto con i relativi costi e tutte le caratteristiche relative. In base alla concreta progettualità si avranno gli stanziamenti. Si lega quindi lo stanziamento ad un parametro oggettivo: Il progetto. E’ una soluzione semplice e per questo a mio modesto avviso geniale.
Ogni Assessore con questo sistema è obbligato a dare il meglio e riceverà in proporzione alle sue proposte di lavoro.Questo sistema obbliga l’Assessore a spremersi le meningi ed a fornire risultati concreti. Tale sistema obbliga inoltre i partiti, nella scelta degli Assessori, a privilegiare soprattutto la competenza del futuro Assessore. Il consigliere comunale è eletto viceversa in base al consenso.
E’comprensibile, anche se non asupsicabile, che nel caso del consigliere, il consenso possa avere un peso maggiore nella decisione di candidare questo o quello.
Nel caso dell’Assessore, a mio modesto avviso, la competenza e l’esperienza di vita, deve avere un peso determinante nella scelta dell’uomo  chiamato al delicato incarico pubblico. Il ruolo dell’Assessore  è diverso da quello del consigliere.
L’ORIGINE DELLA SPESA STORICA.
Secondo una tesi accreditata (che personalmente non condivido), la spesa storica nasce nel 1973. Nerl 1973 entrava in vigore la riforma tributaria.
Questa riforma privava i comuni di ogni potere impositivo. Nascevano 3 imposte statali: IVA – IRPEG –IRPEF. I comuni perdevano la quasi totalità delle entrate proprie; dovevano quindi fare affidamento su quelle c.d. derivate, calcolate su un parametro, il gettito dei tributi locali. Si pensi alla soppressa imposta di famiglia. Questa imposta  obbligava gli amm.ri locali a mantenere il pareggio del bilancio. Gli amm.ri locali erano obbligati a considerare il reddito di tutti i componenti del nucleo familiare. L’eliminazione del potere impositivo degli enti locali, comportava la lievitazione delle spese correnti, con la conseguenza che gli stessi dovevano indebitarsi con le banche. Gli enti locali non essendo più obbligati a commisurare le entrate alle uscite, dovettero necessariamente rifarsi sullo Stato. Fin dal 1976 i debiti dei comuni ammontavano ad una cifra che si aggirava sui 30 miliardi di lire.  I governanti di allora presero una decisione, a mio avviso ottima, azzerarono questi debiti caricandoli sul bilancio dello Stato. A prima vista questa decisione sembra imprudente, in realtà evitò guai peggiori a tante autonomie locali del nostro Sud.
La spesa storica, a mio modesto avviso, ha trovato un grande incremento grazie all’avvento del sistema elettorale maggioritario. La sudditanza della politica all’economia, è un fenomeno nefasto ed i risultati non si sono fatti attendere.La politica da servizio si trasformava in carriera ed opportunità di guadagno, il resto inevitabilmente viene da sé.Partiti di plastica senza un radicamento reale con il territorio; la scomparsa delle vecchie sezioni dei partiti; scelta di candidati facoltosi e famosi: Cantanti, attori, belle donne,…
I  DECRETI  STAMMATI DEL 1977.
Come venne risolto il problema  dei 30 mila miliardi del 1973?
I governanti di allora scelsero una strada, a mio avviso positiva, ma da molti criticata aspramente. I decreti Stammati estinsero tutti i debiti scaricandoli sul bilancio dello Stato. La mia modesta opinione è che questa decisione salvava soprattutto i comuni più poveri, quelli del Sud. Senza questo atto di solidarietà la situazione del nostro Sud si sarebbe aggravata. I critici dei decreti Stammati spesso sono degli alfieri del federalismo fiscale, creazione funzionale al Nord; peccato che ci si dimentichi che l’Italia è anche Sud, e senza il Sud, la crescita del Nord sarebbe stata impensabile. Se si legge la storiografia non celebrativa, si scoprirà che le truppe piemontesi, nel Sud si comportarono come vere e proprie truppe di occupazione: Il brigantaggio non nacque per puro caso. Il Regno delle Due Sicilia disponeva di una ferrovia; ferrovia ancora sconosciuta al Nord. Il Regno delle Due Sicilia  disponeva già di una florida industria cantieristica.
Quell’immagine di arretratezza del Sud, sulla quale poi si è abilmente arzigogolato, a mio avviso non trova riscontri storici autentici.
Fortunatamente in questi ultimi anni è uscita una storiografia alternativa che illustra molto bene la questione Unità D’Italia, portando in giusta evidenza la ragioni dei nostri fratelli del Sud.
Savino Giacomo GUARINO.  

P.S. In data 25 marzo 2011 - il CORRIERE DEI  CARAIBI - ha pubblicato questo scritto. 

martedì 22 marzo 2011

Alcune novità importanti relative alla Legge 104.

1) Il recente decreto "milleproroghe" ha riaperto i termini per impugnare i contratti precari (tempi determinati, contratti interinali) giunti a scadenza. Entro il 31 dicembre è possibile rivolgersi ad un legale per valutare la possibilità di una vertenza al fine di  trasformare questi contratti in posti di lavoro a tempo indeterminato.
2) l'Inps ha introdotto da novembre estesi controlli sull'invalidità e sull'utilizzo, da parte dei lavoratori,  dei permessi ex art. 33 della legge 104/92. L’Inps richiede la relativa documentazione a chi usufruisce di tali permessi (parentela od affinità con il disabile superiore al terzo grado.  l'Inps ha la facoltà di sospendere  il pagamento dei permessi anche a parenti ed affini, non genitori, di secondo grado, in attesa delle opportune verifiche. L'INPS, dall'entrata in vigore della legge, 24 novembre 2010, con effetto retroattivo,  sospenderà il pagamento ai soggetti privi dei requisiti ed a coloro che non hanno risposto a quanto richiesto loro dall’Inps.
Segnalo  due cambiamenti  interessanti relativamente alla Legge 104.
A=Chi beneficia della Legge 104 per seguire genitori invalidi ed è convivente può chiedere fino a due anni di aspettiva retribuita.
B= Anche se il diversamente abile è in casa di riposo, il lavoratore che beneficia della Legge 104 può ottenere permessi retribuiti limitatamente all'esigenza di ricoveri e visite in ospedale.