lunedì 30 marzo 2015

Dormire dove capita.

 
Nella mia città, Torino è in aumento un triste fenomeno: Uomini che hanno perso il lavoro, costretti a dormire in auto o nei dormitori pubblici. Ex impiegati, a volte anche ex dirigenti, ridotti in questa situazione. Non riesco ad abituarmi a passare in mezzo alla sofferenza e restare indifferente. Ogni mattina percorro a piedi via Roma, per andare a prendere a Porta Nuova la metropolitana: Una ragazza giovane che dorme davanti a un negozio in una coperta. Un signore che chiede l’elemosina, dall’aspetto gentile che trova anche la forza di sorridere e accarezzare il cagnolino che gli fa le feste. Vorrei tanto che qualche deputato, senatore, ministro, vedessero queste realtà, di questi cittadini sfortunati.
Chi perde il lavoro subisce un evento e non lo crea. Domeniche, feste per questi sfortunati sono solo giorni di emarginazione e sofferenza. Non è solo una questione di bilanci, di spread, di politiche economiche. E’ soprattutto una questione sociale di persone che sono prive dello stretto necessario:Un tetto ed un reddito. Questo è un problema politico e sociale del quale poco si parla. C’è un unico modo per affrontare il problema: Sostituire alla filosofia della convenienza, quella della solidarietà.

Questione sociale

3. “Oggi, il fatto di maggior rilievo, del quale ognuno deve prender coscienza, è che la questione sociale ha acquistato una dimensione mondiale”.
(Paolo VI° - Populorum Progressio).
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La questione sociale ecco la vera e grande sfida del nuovo millennio.
Profitto, capitale, spread, banche,mercato, a nostro avviso non devono fare dimenticare la questione sociale che riguarda tutte quelle persone che non hanno il necessario per vivere “dacci oggi il nostro pane quotidiano”.
La competitività, la produttività, il mercato, devono essere compatibili e rispettosi della centralità della persona!
Si afferma lentamente, ma inesorabilmente l’ECONOMIA ETICA. Quell’economia che rispetta l’uomo e l’ambiente. Quell’economia che non investe in società che producono ricchezza nel rispetto dell’uomo e dell’ambiente. Questo tipo di economia, strano a dirsi, guadagna e non potrebbe essere altrimenti. Non sono contrario al profitto, sono contrario all’esagerato profitto.
L’esagerato profitto, come qualsivoglia esagerazione, finisce con il danneggiare tutti, anche chi da quel profitto pensa di trarre grande giovamento.

Il trionfo del politico




Un politico può inneggiare al <<trionfo>> quando riesce a far diminuire la disoccupazione.
Un politico può inneggiare al <<trionfo>> quando riesce a far diminuire la povertà.
Un politico può inneggiare al <<trionfo>> quando riesce a far diminuire la pressione  fiscale.
Un politico può inneggiare al <<trionfo>> quando riesce a far diminuire il peso della burocrazia.
Un politico può inneggiare al <<trionfo>> quando aumenta le risorse destinate alle Forze dell’Ordine, aumentando la sicurezza del Popolo.
Un politico può inneggiare al <<trionfo>> quando pensioni e retribuzioni, garantisco una vita dignitosa.
Un politico può inneggiare al <<trionfo>> quando il lavoratore sul posto di lavoro, è tutelato da una legge contro il mobbing\bossing.
In conclusione il <<trionfo>> di un politico non dipende dalle chiacchiere, ma da fatti concreti che il Popolo può toccare con mano.

Lungo la strada di scuola




"Forse non è a scuola che impariamo per la vita, ma lungo la strada di scuola".
(H. Boll)

La spoletta volante




Nel 1733, un brillante  tessitore John Kay ideava la spoletta volante, della quale aveva parlato a suo tempo Aristotele.
Kay, inventava un sistema di richiamo automatico della spoletta, che permetteva di tessere maggiori metrature di tessuto.
La velocità del lavoro con questa invenzione raddoppiava.
Il nostro inventore purtroppo, non ricavò la fortuna che si attendeva dalla sua invenzione. Morì povero in Francia.

P.S. Conoscere il passato per capire il presente.

sabato 28 marzo 2015

Demone liberista 8




Il demone liberista, protegge e coccola le grandi corporations: finanziarie, bancarie, industriali, approfittando del grande debito pubblico, gradatamente questi potentati, in molti settori si sostituiscono allo Stato e questo grazie alla pratica delle privatizzazioni.
Privatizzare è bello e conviene, a parole, nei fatti le privatizzazioni allo Stato hanno reso pochino.
Ogni nuova privatizzazione, ogni nuova liberalizzazione, è un pezzo di Stato che passa ai privati.
Il cittadino deve avere tanti problemi e poco tempo per occuparsi della politica: Carichiamolo di tasse e togliamogli la sovranità.
Il Cittadino non voterà più per i Consigli provinciali.
Il Cittadino non voterà più per il Senato, se passa la riforma.
Caro cittadino che non ti allinei: Imposte – burocrazia – il grande fratello  informatico, loro ci tengono in riga.  
Fortunatamente ci sono ancora i blog e i blogger, che possono esprimersi liberamente.

Demone liberista 7




Altra diavoleria liberista: Tagli ai servizi sociali pubblici, cari cittadini rivolgetevi a quelli privati.
Non è un mistero che per la dottrina liberista lo Stato deve occuparsi di ben poco: Difesa (spada), giustizia (toga), denaro (moneta), politica estera.
Il resto tutto al privato, con le facili conseguenze: Studia chi se lo può permettere, e si cura chi se lo può permettere, ecc.
Un fenomeno poco osservato, il calcio ormai ce lo propinano dal lunedì alla domenica, è quello che riguarda i potentati economici, l’economia in Italia da tempo ha preso il sopravvento sulla politica.