venerdì 29 aprile 2016

Crisi e area Euro



<<8. Ma la situazione appare oggi significativamente mutata e aggravata. Infatti, se sino a qualche mese fa si poteva ipotizzare che la crisi riguardasse solo i paesi deboli dell’area euro, appesantiti dalla instabilità della loro finanza pubblica, oggi, dalle ultime rilevazioni, emerge che il fenomeno è assai più preoccupante perché anche se l’Euroarea non sarà ancora tecnicamente in recessione, per la terza volta dal 2008-09, ci sono segni chiari di un simile fenomeno in diversi paesi. Anche la “locomotiva” Germania si è fermata, sia per la domanda interna persistentemente debole che per il rallentamento del suo export di beni e servizi (particolarmente verso l’Europa che ne assorbe quasi il 60%). Le aspettative delle imprese e delle famiglie tedesche sono in caduta e i più recenti dati sulla produzione industriale e sugli ordinativi fanno registrare un secco peggioramento. La situazione dell’Unione europea, e in particolare quella della area euro, è, dunque, assai preoccupante e 6 paesi (tra i quali la Francia) annunciano di non essere in condizione di rispettare il vincolo del 3%>>. 
(CNEL - “Nota di Aggiornamento del Documento di Economia e Finanza 2014 e Disegno di Legge di Stabilità 2015”.Osservazioni e Proposte- Assemblea, 3.11. 2014- pagina 4)


Austerità nell'area Euro...



 <<6. Si sta allargando la platea degli economisti americani ed europei che criticano le ricette di austerità auto-imposte all’area Euro e avanzano la proposta di una politica fiscale (non solo monetaria) aggressiva, con ingenti tagli di imposte e paralleli (anche se inferiori) tagli di spesa pubblica che potrebbero comportare il superamento della soglia del 3% nel deficit, ma solo temporaneamente, contando sul rientro nei parametri a seguito dei forti effetti espansivi di tale manovre sul PIL, sulla falsariga di quanto suggerisce la buona teoria macroeconomica e di quanto è avvenuto negli USA e nel Regno Unito durante l’attuale fase di crisi>>. 
 (CNEL - “Nota di Aggiornamento del Documento di Economia e Finanza 2014 e Disegno di Legge di Stabilità 2015”.Osservazioni e Proposte- Assemblea, 3.11. 2014- pagina 3)

Manifestazione di cambiamenti strutturali..



<<3. Si tratta, per l’Italia, di una crisi severa nelle manifestazioni, duratura negli effetti, e nuova nella sua origine strutturale nel senso che non siamo in presenza di una normale oscillazione ciclica, ma di una manifestazione di cambiamenti strutturali che incidono sui sistemi produttivi esistenti e impongono modifiche, ristrutturazioni, recuperi di produttività e di competitività, non riassorbibili attraverso automatici aggiustamenti del mercato, ma attraverso un insieme di investimenti, pubblici e privati, che non sono realizzabili in presenza degli stringenti vincoli di bilancio che derivano da una interpretazione burocratica delle regole europee>>. 
 (CNEL - “Nota di Aggiornamento del Documento di Economia e Finanza 2014 e Disegno di Legge di Stabilità 2015”.Osservazioni e Proposte- Assemblea, 3.11. 2014- pagina 2)

Lungo periodo di stagnazione



<<2. La situazione è conseguenza di un lungo periodo di stagnazione. Mentre nel 1937, a otto anni dall’inizio della Grande Crisi del 1929, il PIL pro capite dell’Italia in termini reali aveva recuperato i livelli pre-caduta, le più aggiornate proiezioni del DEF prevedono che nel 2015 il PIL reale procapite sarà sotto i valori pre-crisi per oltre il 10%. Per quanto riguarda specificamente gli investimenti il Governatore della Banca d’Italia ha ricordato, recentemente, che tra il 2007 e il 2013 la caduta degli investimenti privati e pubblici è stata rispettivamente del 25% e del 30% contro una media complessiva europea del 20%>>. 
(CNEL - “Nota di Aggiornamento del Documento di Economia e Finanza 2014 e Disegno di Legge di Stabilità 2015”.Osservazioni e Proposte- Assemblea, 3.11. 2014, pag.2).

mercoledì 27 aprile 2016

l'infinitamente medio...

<<Stanco  di studiare l'infinitamente  grande  o l'infinitamente  piccolo,  lo scienziato si mise a contemplare  l'infinitamente medio>>.
(Blaise Pascal)

lunedì 25 aprile 2016

LAVORO \ Salute Mentale

l problema della salute mentale in ambito lavorativo ha formato oggetto di una ricerca (“Sick on the job? Miths and realities about mental health and work ”) condotta dall’OCSE, Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico.
Il tema aveva già formato oggetto in passato di discussioni, studi, tavole rotonde e convegni. 
La ricerca riafferma un dato acquisito da tempo: Il benessere sul posto di lavoro, non è un optional ma   un’esigenza per la salute di chi lavora. 
Secondo questa ricerca un lavoratore su cinque soffre di patologie diagnosticate clinicamente. E’ importante ma anche questo lo si sapeva intervenire in modo globale sul luogo di lavoro per migliorarne le condizioni. Eppure nonostante tutti gli studi e le evidenze scientifiche in Italia   attendiamo ancora una legge contro  il Mobbing.