venerdì 19 dicembre 2025

Buon NATALE l'alfiere solidale

2 minuti in contemplazione.

Bank for International Settlements - Banca dei Regolamenti Internazionali:

Gesù Cristo ha detto le cose grandi..

 


. "Gesù Cristo ha detto le cose grandi  così  semplicemente  che  sembra  non le abbia  pensate,  e  nondimeno così   nettamente  che  si vede bene cosa ne pensava. Tale  chiarezza unita  a tale  candore è mirabile".

(Pascal - pensiero 797)

Da conoscere infinitamente...

 


“Credete che sia impossibile che Dio sia infinito senza parti? – Si – Ebbene, io voglio farvi vedere una cosa infinita e indivisibile.

Prendere un punto che si muova dappertutto con una velocità infinita: infatti esso è uno in tutti i luoghi ed è tutto intiero in ciascuna posizione. Questo effetto di natura, che vi sembrava impossibile in precedenza, vi faccia conoscere che ve ne possono essere degli altri che voi ancora non conoscete. Non traete dunque questa conseguenza, da quanto avete appreso, che non vi resta nulla da conoscereMa che vi resta da conoscere infinitamente.”
(Pensieri 231 – Blaise PASCAL).

Il cuore...

  
"E’ il cuore che sente DIO: non crediate che noi vi diciamo che sia un dono di ragionamento. Le altre  religioni non dicono cose a proposito della loro fede: esse non davano altro ausilio per arrivarci che il ragionamento, che tuttavia non ci  conduce là.”

(Pensieri 279 – Blaise PASCAL)

 

  

lunedì 15 dicembre 2025

Atelier Ristorante apre a San Sebastiano da Po

 

 Atelier Ristorante apre a San Sebastiano da Po

Quando un ristorante diventa un atto culturale e sociale

Aprire oggi un ristorante non è solo una scelta imprenditoriale.

È una presa di posizione. Atelier Ristorante nasce a San Sebastiano da Po, nel Monferrato torinese, in una zona spesso considerata “marginale” rispetto ai grandi flussi urbani. Una scelta non casuale, ma profondamente politica e culturale: credere nei luoghi che sembrano silenziosi, investire dove altri arretrano, restituire centralità a territori che rischiano di essere dimenticati.

Atelier non è solo un ristorante di pesce contemporaneo. È un luogo di ricerca, di ascolto e di costruzione lenta.

 Un progetto che nasce dall’arte e dal lavoro

Laura Carè artista visiva e ristoratrice, ha scelto di unire due mondi spesso separati: arte e cucina,

pensiero e manualità, visione e rigore operativo. Il nome Atelier non è un vezzo estetico: richiama lo studio dell’artista, lo spazio in cui si sperimenta lasciando viaggiare libere creatività e visione facendo di questo modus uno stile operativo e di vita.

Ogni piatto nasce da un processo creativo consapevole, ma anche da un forte rispetto per il lavoro: per chi pesca, per chi coltiva, per chi cucina, per chi serve in sala. Pesce, territorio e responsabilità

Atelier propone una cucina di pesce contemporanea, costruita su:

· stagionalità reale

· materie prime tracciabili

· attenzione agli scarti e al loro recupero

· filiere sostenibili

· rispetto delle normative e della sicurezza alimentare

Il mare arriva in collina non come lusso ostentato, ma come dialogo tra territori: Liguria, Tirreno,

Mediterraneo e Piemonte si incontrano in una cucina essenziale, leggibile, mai urlata. Una storia piemontese che viene da lontano...Parlare di pesce in Piemonte può sembrare, a prima vista, una contraddizione. Eppure è proprio qui che si rivela una delle storie più interessanti della tradizione gastronomica piemontese.

Il Piemonte, terra lontana dal mare, ha costruito nei secoli un rapporto profondo e intelligente con il pesce grazie a una pratica fondamentale: la conservazione sotto sale. Le acciughe, pescate nel Mar Ligure, venivano salate e trasportate lungo percorsi lunghi e faticosi — le antiche vie del sale — attraversando colline e montagne fino a raggiungere le tavole contadine dell’entroterra.

Non erano un lusso, ma una necessità: un alimento proteico, economico, conservabile, capace di viaggiare dove il pesce fresco non poteva arrivare. Da questa condizione nasce uno dei piatti più identitari del Piemonte: la bagna cauda.

Un piatto povero, condiviso, collettivo, che unisce aglio, olio e acciughe sottosale e che i piemontesi hanno trasformato nel tempo in un baluardo culturale, un rito più che una ricetta.

La bagna cauda racconta una verità semplice e potente: il legame tra mare e collina non è una moda recente, ma una soluzione storica, una forma di adattamento intelligente, una cucina che nasce dalla necessità e diventa identità.

Atelier Ristorante si inserisce consapevolmente in questa continuità.

Portare il pesce in collina oggi non significa importare un’esotica eccezione, ma riconoscere una

radice. Significa rileggere, in chiave contemporanea, quel dialogo antico tra territori diversi, tra ciò

che arriva da lontano e ciò che lo accoglie e lo trasforma.

È lo stesso principio che ha reso la bagna cauda ciò che è: non imitazione del mare, ma interpretazione piemontese del mare. Un luogo che crea lavoro e formazione

In un momento storico in cui la ristorazione è spesso sinonimo di sfruttamento, precarietà e burn-out, Atelier sceglie una strada diversa:

· tempi di lavoro strutturati per lasciare nel week-end delle finestre di tempo da dedicare alla famiglia e a sé stessi.

· formazione reale per giovani e profili in crescita, è una nuova realtà che sta ancora assumendo ed è alla ricerca di persone realmente motivate.

· attenzione alla persona prima del ruolo, poiché l’obiettivo principale è di creare un ambiente di lavoro sereno.

· rispetto delle competenze e dei percorsi individuali, nella consapevolezza che ognuno ha ambizioni e obiettivi differenti.

Aprire un ristorante oggi significa anche assumersi una responsabilità sociale verso chi ci lavora.

Perché parlare su un blog che tratta temi sociali

Atelier Ristorante non chiede attenzione perché “apre un locale”.

Chiede attenzione perché apre una possibilità:

· la possibilità di fare impresa etica in un piccolo comune

· la possibilità di creare cultura anche fuori dai centri urbani

· la possibilità di ridare valore al lavoro manuale e creativo

· la possibilità di scegliere lentezza, consapevolezza e qualità

È un progetto che parla di ritorno ai luoghi, di fiducia, di rischio calcolato, di visione.