Giovanni 1, 38 – 39.
“Gesù,
voltosi e visti i due discepoli che lo stavano seguendo, dice loro: <<Che
cercate?>>. Gli dissero : << Rabbi (che tradotto significa
maestro), dove stai?>>.
<<Venite e vedrete>>, dice loro. Andarono e videro dove
stava e quel giorno stettero presso di lui. Era circa l’ora decima”.
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In questo episodio colpisce la laconicità della
comunicazione intesa alla chiamata dei due apostoli.
E’ un’autentica lezione per
chiunque desideri imparare a comunicare.
I messaggi sono efficaci e
convincenti, quanto meno parole utilizzano.
Un messaggio conciso giunge più facilmente all’ascoltatore.
Un messaggio conciso esprime meglio il contenuto che racchiude.
Un messaggio conciso suscita più risposte negli ascoltatori.
Quando rivolgiamo a qualcuno un
invito alla collaborazione, è fondamentale aver chiaro in mente l’obiettivo che
intendiamo raggiungere.
In questo caso, corredare il messaggio di espressioni
accattivanti può risultare controproducente.
Solitamente tutto si gioca sulla
fiducia reciproca.
Chi propone si fida di chi ha
scelto come destinatario della sua proposta.
Raramente il destinatario afferra
subito l’impegno (o gli impegni) che l’attendono.
Il destinatario che si fida
accetta, in quanto è la fiducia a spingerlo ad accettare.
Sono passati più di 2.000 anni, ma
GES
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