martedì 27 febbraio 2018

Parole al vento

Riporto una lettera di una lettrice, pubblicata su Libero, del 6 agosto 2013, pagina 30; una lettera che trovo sempre attualissima. 
<<Parole  al vento.
“Pensavo a come sarebbe il mondo se ci limitassimo a parlare solo quando abbiamo qualcosa da dire. L’ovvio e la banalità se ne andrebbero a braccetto a girellare nei sentieri dell’inutile e forse, passando davanti al giardino dell’essenziale, non coglierebbero il profumo dei suoi fiori. Sparirebbero i sentenziatori, quelli che sanno sempre come tu ti devi comportare, ma non sempre applicano a se stessi le regole che sbandierano. Fiorirebbe trionfante, l’elegante fiore dell’autocontrollo e le tacite ninfee galleggerebbero beate nel placido fresco laghetto del silenzio. Ma in questo idilliaco spazio…io  che sono persona di parola (anzi di molte parole) non avrei accesso quindi, meglio essere tolleranti e benevoli o almeno proponiamoci di esserlo>>.

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